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Coltivazioni protette

Introduzione

Questo tema tratta di come le piante rispondono a un certo numero di stress abiotici e biotici e di come questi possano essere utilizzati in modo efficace nella coltivazione in colture protette (serre) e in pieno campo. In pratica, gli stress abiotici derivano da fattori climatici: contaminazione del suolo, salinizzazione, luce, livelli di ozono, temperature estreme, acqua e minerali, umidità relativa, vento, grandine e gelate, uso eccessivo di fertilizzanti e prodotti fitosanitari. Lo stress biotico deriva essenzialmente da insetti, malattie e parassitismo. Nella maggior parte dei casi le piante che risultano già soggette a uno stress abiotico significativo sono più vulnerabili allo stress biotico.

RDI (REGULATED DEFICICT IRRIGATION – IRRIGAZIONE CON DEFICIT REGOLATO): è un protocollo di coltivazione che restituisce alle piante una quantità minore di acqua rispetto a quella persa tramite la traspirazione. Si è scoperto che induce la produzione di acido abscissico (ABA) da stress: negli apici in crescita l’ABA limita la perdita di acqua attraverso l’evaporazione e rallenta l’allungamento dello stelo. In alcune colture ciò ha permesso ai coltivatori di ridurre significativamente la somministrazione di regolatori chimici di crescita delle piante e di ridurre il consumo di acqua fino al 20-30%.

DIP (DEFICIT IRRIGATION PRACTICEPRATICA DI IRRIGAZIONE DEFICITARIA) è utilizzata soprattutto nella coltivazione delle viti in climi caldi e secchi. L’irrigazione viene somministrata alternativamente da uno dei lati di una barriera che separa in due parti il sistema radicale. Lo stress idrico che ne deriva fa sì che le piante producano omoni da stress che influenzano positivamente la qualità dei frutti e controllano la successiva crescita vegetativa.

REGIMI DI CONTROLLO DELLA TEMPERATURA

Alcune tecniche permettono, con il controllo della temperatura, di limitare la ‘filatura’ della pianta, e di fare quindi a meno di alcuni regolatori di crescita. Ad esempio, il DIF (differenza tra la temperatura media diurna – TD – e la temperatura media notturna – TN), se è negativo (cioè più è freddo il giorno e calda la notte) su alcune piante – tra le ornamentali la poinsettia e il crisantemo – limita l’allungamento degli internodi.

Questa tecnica è più utilizzata nel Nord Europa, perché in genere nei paesi più a sud le temperature diurne sono sempre troppo elevate.

La tecnica che si può invece utilizzare qui è il ‘COOL MORNING’ (freddo mattutino): si può applicare se la differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno della serra è tra i 3 e i 5 °C. Nel momento più freddo della giornata, cioè circa 2 ore prima dell’alba, si apre la serra e si spegne il riscaldamento per 4 ore circa. Poiché le prime ore del mattino sono quelle con la crescita più attiva per la pianta, le basse temperature la rallentano e la pianta viene ‘brachizzata’ in modo naturale. Non si deve invece abbassare la temperatura media diurna perché porterebbe a ritardi nella coltura.

Le dinamiche di stress delle piante che si verificano in natura sono sfruttate nella coltivazione di piante in SERRE A TETTO RETRAIBILE

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